Intervento di ristrutturazione per la scuola dell'infanzia: dopo le accese polemiche scoppia lo scandalo. I lavori infatti, frutto di un finanziamento ministeriale di circa 195.000 euro per il relativo appalto, non sarebbero stati eseguiti per una cifra di circa 64.000 euro. Insomma, lavori non eseguiti completamente ma pagati per intero, questo almeno secondo le accuse.

Per questo, dopo un'indagine dei carabinieri della Compagnia di Anagni diretta dal capitano Camillo Giovanni Meo e dal comandante della locale Stazione Luca Sarra, sono stati denunciati il direttore dei lavori M. A., l'amministratore della ditta aggiudicataria dell'appalto A. P. e un tecnico comunale, C. A. Per loro accuse pesanti: "truffa in concorso aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità ideologica in certificati commessi da persone esercenti un servizio di pubblica necessità".

I fondi e l'opera

L'intervento comunale, frutto di un finanziamento ministeriale del 2014, ha riguardato la scuola dell'infanzia che necessitava di ristrutturazione e messa in sicurezza. Il cantiere fu avviato nel 2014, dopo la gara, e terminato nell'autunno dello stesso anno, ma qualcosa nell'iter iniziò a scatenare polemiche politiche con scontri accesi in consiglio comunale e volantinaggi. Tutto per l'andamento dei lavori. Allora per cautelarsi e far effettuare una verifica sull'andamento dell'opera, con una decisione del sindaco Augusto Agostini il Comune nominò un perito di parte nella persona di Alessandro Mirabella, presidente dell'ordine degli ingegneri di Frosinone e come legale l'avvocato Massimo Cocco. Una doppia strada tecnica e legale per cautelare l'ente sotto ogni punto di vista.

L'indagine

Nel frattempo i militari decisero di avviare, a fine 2015, un'indagine. Sono stati così acquisiti tutti i possibili elementi cartacei del progetto e dell'andamento dei lavori. I carabinieri, dopo oltre un anno di complessa indagine, hanno acquisito univoci e coincidenti elementi di colpevolezza nei confronti dei tre, che in concorso tra di loro e a vario titolo, con più azioni ed eseguendo uno stesso disegno criminoso, in tempi diversi, con artifizi e raggiri, rispettivamente in qualità di direttore di lavori, amministratore della ditta aggiudicataria e materiale esecutore dei lavori e il tecnico comunale, responsabile dell'ufficio, predisponevano false certificazioni, che attestavano lavori che loro dichiaravano effettivamente eseguiti, riguardanti la messa in sicurezza e manutenzione della scuola, inducendo così gli organi preposti all'erogazione dei fondi pubblici per 194.658,23 euro quale importo appaltato, ma di fatto non eseguivano lavori per un importo pari a 63.713,58 euro, come accertato dai militari operanti. Una vicenda su cui i tre dovranno ora chiarire la loro posizione.