Era piena all'inverosimile la chiesa del Sacro Cuore a Ceccano. Era piena di dolore, di amore, di ricordi. Nessuno è voluto mancare all'estremo saluto a Pasqualina Mastrogiacomo, venuta a mancare il 10 febbraio mentre era ricoverata al Policlinico Umberto I di Roma per le ferite riportate dopo essere stata investita sulle strisce pedonali il 19 gennaio scorso. Una vita spezzata, all'improvviso, senza un perché, in una mattina che doveva essere come tutte le altre. Ha piovuto ieri, come se il cielo avesse voluto far sentire il suo pianto a chi sulla Terra forse di lacrime non ne ha più. Era stracolma la chiesa del Sacro Cuore. C'erano tutti coloro che a Pasqualina hanno voluto bene, la sua famiglia, i parenti, gli amici. E poi le parole affettuose di Erminia Gnagni, la dirigente del liceo classico di Frosinone dove Pasqualina lavorava e dove aveva studiato.

«Faremo in modo che il tuo nome rimanga per sempre quella parola familiare che è stata, pronunciandola senza sforzo, senza che diventi l'ombra di un fantasma».

Del liceo Norberto Turriziani c'era tutto il corpo docente e non docente, i genitori, gli studenti i diplomati di qualche anno fa. Commovente il messaggio letto da uno dei rappresentanti d'istituto.

«Il desiderio di noi studenti in questo giorno doloroso non è soltanto quello di compiangere l'improvvisa scomparsa della nostra Pasqualina, ma di celebrarne la vita, che ha in buona parte speso per noi, per la nostra scuola, mostrando quotidianamente infaticabile energia e grande dedizione». E con la commozione negli occhi: «Ci manchi già e ci mancherai ancora molto: i tuoi insegnamenti ci hanno permesso di maturare molto e d'ora in poi non ne esisteranno di equivalenti. Il debito che abbiamo nei tuoi confronti è eterno, Pasqualina, e a te va il nostro grandissimo, infinito grazie».