Giovanissima, Lara Pranzoni viene scelta da Francesca Archibugi per recitare in “Verso Sera”, film del 1990 con Marcello Mastroianni, Sandrine Bonnaire, Zoe Incrocci e Giorgio Tirabassi, dove interpreta il ruolo della nipote di Mastroianni (registrata all'anagrafe come Mescalina, ma nell'uso quotidiano chiamata Papere).  Successivamente recita in “Il grande cocomero”, per poi abbandonare il grande schermo e intraprendere una nuova carriera.

Come è stata scelta per “Verso sera”?

Da quel che ricordo fu in un giorno normale all'asilo, avevo 5 anni, inaspettatamente entrò in classe una bella signora, che poi si rivelò la segretaria dell’aiuto regista, e scelse me e una mia compagnetta bionda con gli occhi azzurri. Ci fu un provino a Via Giulia, a Roma, insieme all'altra bambina, Francesca Archibugi ci faceva delle domande per conoscerci meglio e alla fine scelse me, fu colpita dal mio sguardo disse. Dopodiché girai una prima scena di prova insieme al grande attore, a Cinecittà e lì cominciò l'avventura...

Marcello Mastroianni, una leggenda del cinema internazionale: cosa ricorda dell’attore e dell’uomo?

La mia impressione di bambina sulla sua figura, fu di un uomo molto pacato, silenzioso, mai scontroso con nessuno della troupe. Nei momenti di pausa, anche durante le riprese, con me era gentile e affettuoso, paziente se non era andata bene la scena, spesso mi dava una carezza sulla testa o mi prendeva in braccio, un vero e proprio nonno! Un uomo molto elegante, distinto.

Cosa le è rimasto, in particolare, di quell’esperienza?

Ho un ricordo molto emozionante, particolare. La troupe era fantastica, per fortuna ho molte foto nelle quali sono immortalate quasi tutte le persone più adorabili. Ne ho una anche con il grande e simpaticissimo Paolo Panelli, nei panni del barbiere del Professor Bruschi (M. Mastroianni). Girando per due mesi, a 5 anni, dentro due grandi ville, dove io curiosa correvo ed esploravo, con mia madre che preoccupata mi seguiva, mi ha lasciato quella voglia di scoprire sempre cose nuove. Probabilmente mi ha aiutato anche a sconfiggere la timidezza.

Dopo “Verso Sera”, torna nuovamente a lavorare con la Archibugi in “Il grande cocomero”: cosa può dirci a riguardo?

In “Il grande cocomero”, partecipai come attrice non protagonista, nei panni di Marinella, una bambina affetta da cerebrolesione, alla quale poi si affezionerà Pippi (Alessia Fugardi). Non fu un periodo lungo di riprese, la mia apparizione dura qualche scena. Ho comunque un bel ricordo, in particolare di Alessia Fugardi, che all'epoca aveva 11 anni e io 7, lei era carinissima e giocavamo spesso nel cortile della scuola, nel film adibita come ospedale. Ricordo quando mi misero un vero e proprio busto e per farmi divertire nei panni di Marinella mi facevano giocare allo scivolo,sempre in quel cortile... La costruzione del busto su di me fu terrificante, mi misi a piangere!

Veniamo ad oggi: di cosa si occupa ora?

Ad oggi mi occupo di estetica, sono makeup artist, oltre che privatamente, lavoro anche dietro le quinte di una nota rete televisiva. Ho intrapreso anche la strada del digital artist, ossia disegno con Photoshop per lavori sul web. Occasionalmente poso come modella e presto parteciperò anche ad un cortometraggio della neo regista Alessija Spagna.