Riconosciamo che il titolo è molto forte, che forse è duro associare a una vita che nasce l’idea di fallimento, e crediamo che sicuramente Nichi Vendola e il suo compagno daranno al loro bambino tutto l’amore di cui ha bisogno, ma abbiamo deciso di esordire in questo modo perché ci sembra ormai evidente la sostanziale vuotezza dei moderni diritti civili, propugnati dalla sinistra. Non basta infatti che alla base di un comportamento ci sia spirito amoroso, la riflessione sulla liceità di un’azione è d’obbligo anche se questa è compiuta sulla base di buoni sentimenti.

Non possiamo girarci intorno. Nichi Vendola - seppur per amore - ha comprato un bambino, ha pagato per avere in cambio un essere vivente. Obiettivamente, questa altro non è che mercificazione della vita umana. Tuttavia, certe pratiche oggi non stupiscono più, perché rientrano tutte nel grande ventaglio dei cosiddetti diritti civili, cioè dei diritti individuali. I paladini di questi diritti si definiscono “progressisti”, cioè si credono interpreti di una società nuova, volta al progresso sociale. In realtà, la loro idea di progresso non è altro che l’implementazione di ogni tipo di pratica o forma sociale opposta alla tradizione e alla morale comune. C’è però da chiedersi: la lotta imperterrita contro tutto ciò che è consueto, può essere considerato vero progressismo, o comunque, è un progressismo maturo?

Non ce ne vogliano gli arcobaleno, ma noi quest’approccio sembra tutt’altro che una prova di maturità, tutt’altro che un passo avanti, tutt’altro che avanguardia. Risulta invece solo illusione d’avanguardia, è capriccio elevato a sistema, è smania travestita da pensiero profondo.

Nella schiera dei diritti civili, ci sembra invece di intravedere solo la malriposta idiosincrasia nei confronti della società borghese; ma non siamo più negli anni ’70, e se prima la borghesia era considerata quella categoria di intralcio all’emancipazione, oggi è l’unico elemento potenzialmente ancora in grado di resistere all’assolutismo del capitalismo neo-liberista, del potere finanziario e della mercificazione di qualsiasi cosa. La borghesia può fare da argine, perché attraverso l’istituzione famigliare, avrebbe tuttora la facoltà di affermare i valori della modestia e della rinuncia. Perché una famiglia che sia sana ha il senso del limite, un senso che oggi gli estremisti delle libertà individuali hanno smarrito.

Non hanno il senso del limite i fanatici del progressismo 2.0, e in questa perdita di senso assomigliano molto più a un liberista di destra, fedele al libero mercato e al profitto a tutti i costi. Purtroppo, il progressismo di oggi è l’altra faccia del liberismo, senza più nessun legame con l’autentica cultura della giustizia sociale. Non parlano più del diritto al lavoro i progressisti, non parlano più di welfare… Non sono più i difensori dei diritti di tutti, ma solo una folla che reclama dei “diritti”, o meglio dei capricci, personali. Vendola è ascrivibile a questo tipo di progressisti, a quelli che hanno sacrificato l’interesse pubblico per il soddisfacimento dei propri impulsi egoistici e sgangherati.